Se hai un drone acquistato qualche anno fa e lo usi per lavoro, oggi potresti avere un problema serio. Dal 1° gennaio 2026, infatti, la normativa europea ha definitivamente “staccato la spina” ai vecchi scenari nazionali italiani.
Siamo arrivati al momento della verità. Se lavori con i droni, avrai sicuramente sentito parlare del “famoso” gennaio 2026. Non è solo una data sul calendario, ma il confine netto tra il vecchio modo di volare e il nuovo standard europeo.
In questo articolo facciamo chiarezza su cosa devi fare oggi per restare operativo, evitando sanzioni pesanti e fermi amministrativi.
Cosa è successo alle tue vecchie dichiarazioni?
Diciamolo chiaramente: i vecchi scenari nazionali (quelli che chiamavamo IT-STS) sono ufficialmente scaduti. Come previsto dall’Articolo 12 del Regolamento di Esecuzione (UE) 2019/947, si legge chiaramente che:
“Le dichiarazioni presentate dagli operatori di UAS sulla base di scenari standard nazionali diventano nulle a decorrere dal 1° gennaio 2026.”
Questo significa che, se oggi stai ancora volando basandoti su una vecchia pratica IT-STS-01 o 02, sei tecnicamente fuori norma. È obbligatorio passare agli STS europei.
Le 3 novità che devi conoscere subito
Per rendere tutto più semplice, abbiamo riassunto i cambiamenti in tre punti chiave:
- Nuovi Nomi, Nuove Regole: Al posto dell’IT-STS-01 02 ora abbiamo l’STS-01 (per voli in città o zone popolate). e STS-02 (per voli a lunga distanza, il cosiddetto BVLOS).
- L’attestato non basta più: Per volare in questi nuovi scenari serve un attestato specifico per la categoria Specific. Se possiedi solo l’A1-A3 o l’A2, non sei abilitato per queste operazioni complesse.
- Droni Nuovi o Kit di Aggiornamento? La legge ora richiede droni con etichetta di classe C5 o C6. Se hai un drone “vecchio”, non disperare: puoi ancora utilizzarlo se installi un kit di sicurezza (terminatore di volo e paracadute) certificato, seguendo le ultime circolari di flessibilità dell’ENAC.
Checklist: Sei pronto per il 2026?
Per capire se la tua attività è a norma, prova a rispondere a queste domande:
- Hai aggiornato il tuo Manuale Operativo includendo i nuovi scenari europei?
- Il tuo drone ha il sistema di Identificazione Remota (Remote ID) attivo e configurato?
- Hai verificato se il tuo attestato è idoneo per operare negli Scenari europei?
In conclusione
Il passaggio agli scenari europei non è un semplice ostacolo burocratico, ma una grande opportunità professionale. Grazie ai regolamenti standardizzati EASA, il tuo attestato italiano (A1-A3 o A2) valido in tutta l’Unione Europea: potrai operare legalmente in qualsiasi Stato membro, senza dover convertire i titoli o richiedere nuovi permessi nazionali.
Non farti fermare dalla burocrazia: ti aiutiamo noi
Sappiamo che adeguarsi alle nuove scadenze può sembrare complesso. Hai dubbi sulla conformità della tua attrezzatura o non sai quale esame sostenere per restare operativo nel 2026?
La nostra scuola di formazione UAS è a tua disposizione per:
- Check-up tecnico del drone: analizziamo il tuo mezzo per capire se è a norma o se può essere aggiornato con i kit certificati (terminatore di volo e paracadute).
- Guida all’addestramento: ti illustriamo il percorso corretto per ottenere le abilitazioni per la categoria Specific (STS-01 e STS-02).
- Consulenza operativa: ti supportiamo nella redazione dei manuali e nella gestione delle dichiarazioni sul portale D-Flight.
Contattaci oggi stesso per una consulenza personalizzata: mettiti in regola e continua a volare in totale sicurezza!
